Selezione arti performative 2017

Il performer rappresenta, nella Società contemporanea, ciò che la figura del mago/sciamano/guaritore/ rappresentava per le comunità arcaiche.

Per questa Edizione la sezione Performance, sotto la direzione artistica della performer e fakira Noema Pasquali (aKa Tiger Orchid), propone un interessante dialogo artistico tra video e live performance, presentando un panorama internazionale:

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Un dono del corpo: intervista a Tiger Orchid e Antares Misandria

Ciao horrorofili,
prendete fiato, perchè sicuramente rimarrete a corto d’ossigeno…lasciatevi accompagnare nel mondo dell’extreme body art da miss Tiger Orchid e Antares Misandria!

Tiger Orchid Foto: Carlo Emanuele Mezzano

Tiger Orchid
Foto: Carlo Emanuele Mezzano

Tiger Orchid : Ci siamo incontrati circa un anno fa esattamente per la seconda edizione di Interiora ed abbiamo iniziato questa collaborazione, e dato che è andato tutto molto bene abbiamo avuto il piacere di replicare anche quest’anno e di essere presenti nel modo più attivo possibile.
Antares Misandria : Per quanto riguarda me, la collaborazione è iniziata un anno prima, con la prima edizione di interiora, alla quale ho partecipato come Bloody Cirkus. E’ stata una bellissima edizione durante la quale ci siamo divertiti da morire. Per questo siamo davvero felici di confermare per il terzo anno la nostra presenza al festival, cui anche quest’anno Bloody Cirkus sarà presente, anche se solo nell’aspetto più pragmatico e non performativo. Questo in nome del rispetto e dell’amicizia che ci lega ai ragazzi che si occupano dell’organizzazione di Interiora.


INTERIORA: Siamo molto felici di questo, che cosa bolle in pentola per questo nuovo anno?

A.M. : In realtà parteciperemo con due performance diverse. La prima si tratta di un nuovo esperimento anche per noi. Stiamo cercando di evolverci e portare nuove tecniche in quello che facciamo. Noi ci occupiamo principalmente di body art estrema, e il nostro fine è quello comunicare, trasmettere messaggi di dolore dell’anima facendo in modo che chi ci osserva associ il dolore fisico a quello etico. Chi mi osserva sente sulla propria pelle quel dolore che in automatico viene associato, nella mente di chi osserva, all’abuso psicologico. Si tratta di un vero e proprio dono del corpo per portare dei messaggi e per far comprendere all’uomo il dolore silenzioso di chi ha di fronte, quello che non si vede, ma che esiste e uccide dentro. Ecco, in occasione della terza edizione di Interiora, vorremmo provare per la prima volta ad integrare le tradizionali tecniche di body art estrema, con nuove tecniche che inducano in chi ci osserva una sensazione di stupore e meraviglia vicino a quelle del dolore della reale manipolazione corporea. In parole povere cercheremo di fare in modo che ci ci osserva si domandi se quello che sta succedendo sia reale o no…il resto è una sorpresa per chi parteciperà alla terza edizione di Interiora. 

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