Un dono del corpo: intervista a Tiger Orchid e Antares Misandria

Ciao horrorofili,
prendete fiato, perchè sicuramente rimarrete a corto d’ossigeno…lasciatevi accompagnare nel mondo dell’extreme body art da miss Tiger Orchid e Antares Misandria!

Tiger Orchid Foto: Carlo Emanuele Mezzano

Tiger Orchid
Foto: Carlo Emanuele Mezzano

Tiger Orchid : Ci siamo incontrati circa un anno fa esattamente per la seconda edizione di Interiora ed abbiamo iniziato questa collaborazione, e dato che è andato tutto molto bene abbiamo avuto il piacere di replicare anche quest’anno e di essere presenti nel modo più attivo possibile.
Antares Misandria : Per quanto riguarda me, la collaborazione è iniziata un anno prima, con la prima edizione di interiora, alla quale ho partecipato come Bloody Cirkus. E’ stata una bellissima edizione durante la quale ci siamo divertiti da morire. Per questo siamo davvero felici di confermare per il terzo anno la nostra presenza al festival, cui anche quest’anno Bloody Cirkus sarà presente, anche se solo nell’aspetto più pragmatico e non performativo. Questo in nome del rispetto e dell’amicizia che ci lega ai ragazzi che si occupano dell’organizzazione di Interiora.


INTERIORA: Siamo molto felici di questo, che cosa bolle in pentola per questo nuovo anno?

A.M. : In realtà parteciperemo con due performance diverse. La prima si tratta di un nuovo esperimento anche per noi. Stiamo cercando di evolverci e portare nuove tecniche in quello che facciamo. Noi ci occupiamo principalmente di body art estrema, e il nostro fine è quello comunicare, trasmettere messaggi di dolore dell’anima facendo in modo che chi ci osserva associ il dolore fisico a quello etico. Chi mi osserva sente sulla propria pelle quel dolore che in automatico viene associato, nella mente di chi osserva, all’abuso psicologico. Si tratta di un vero e proprio dono del corpo per portare dei messaggi e per far comprendere all’uomo il dolore silenzioso di chi ha di fronte, quello che non si vede, ma che esiste e uccide dentro. Ecco, in occasione della terza edizione di Interiora, vorremmo provare per la prima volta ad integrare le tradizionali tecniche di body art estrema, con nuove tecniche che inducano in chi ci osserva una sensazione di stupore e meraviglia vicino a quelle del dolore della reale manipolazione corporea. In parole povere cercheremo di fare in modo che ci ci osserva si domandi se quello che sta succedendo sia reale o no…il resto è una sorpresa per chi parteciperà alla terza edizione di Interiora. 

T.O.: In sintesi giocheremo tra la body art estrema ed il nostro senso dell’ironia in una sorta di grotesque surreale. La seconda performance è invece un po più improntata sull’horror giapponese, così come lo scorso anno abbiamo reso omaggio alla scena horror italiana con una nostra personale interpretazione delle “Le Tre Madri” di Dario Argento.
 

Antares Misandria Foto: Giorgia Vlassich

Antares Misandria
Foto: Giorgia Vlassich

INTERIORA: Possiamo tranquillamente svelare che quest’anno, a differenza degli altri anni, avremo una direzione artistica delle performance che spetta proprio a Miss Tiger Orchid, quindi vogliamo sapere che cosa ci hai riservato.
T.O: (Ride) Più che a me dovresti chiederlo agli altri artisti, io mi sto preoccupando dell’organizzazione, quindi reclutare quelli che secondo me erano gli artisti sulla scena che valesse la pena di corteggiare e dai quali avrei avuto sicuramente una pronta risposta, per cui…vediamo un po che cosa riesco a tirare fuori da tutto questo.

INTERIORA:
Ma noi siamo sicuri che anche quest’anno sarà sicuramente un grandissimo successo come l’anno scorso.
Quindi, torno alla domanda di rito, perchè essendo INTERIORA un festival indipendente, ci interessa molto sapere cosa significa per voi essere INDIPENDENTI.
A.M. Per quello che mi riguarda “essere indipendente” significa avere la libertà di non sottostare a meccanismi di marketing o di strategie comunicative imposte da altri al fine di vendere un determinato prodotto. Molto spesso, quando veniamo chiamate per qualche evento, ci viene chiesto di non utilizzare la body suspension, di non “esagerare” con il sangue ed il macabro, non essere troppo estreme e via dicendo. Ma allora, perdonatemi, ma cosa ci chiamate a fare? Quello che interessa è avere un nome che possa attirare curiosità e richiamare un certo tipo di pubblico, ma poi nei fatti veniamo limitate nel nostro lavoro da una censura che sceglie per noi cosa è appropriato e cosa no. Quindi essere indipendente significa per noi andare oltre tutte queste situazioni, scegliere situazioni che ci permettano di dire quello che vogliamo e nel modo che vogliamo, con il nostro personale linguaggio espressivo anche a costo di rinunciare a molti eventi ed avere meno notorietà di chi sceglie invece di sottostare a determinati accordi.
T.O. Personalmente, mi permetto di aggiungere solo una cosa, credo che l’indipendenza stia fondamentalmente la dove riesco a sbattermene di tutto quello che c’è in mezzo e riesco a comunicare direttamente con il pubblico.

INTERIORA: Ecco, questa è veramente una risposta molto molto interessante, condividiamo esattamente lo stesso punto di vista e per questo mi permetto di dire che non è un caso che sia il secondo anno in cui ci ritroviamo a collaborare, quest’anno in maniera anche più approfondita, visto che ci troviamo perfettamente concordi su questa linea e soprattutto sulla linea artistica che quest’anno è guidata, ripetiamolo, da Miss Tiger Orchid, che sta facendo un lavoro davvero encomiabile.
T.O.: Mi metti in imbarazzo (Ride). 


INTERIORA:
Un altra domanda che a noi interessa particolarmente riguarda le nostre curiosità sui meccanismi che regolano il lavoro artistico qui in Italia.
T.O.: E’ un discorso un po lungo, ci vorrebbero diversi attimi da spendere, che inevitabilmente diventerebbero ore, quindi mi soffermo solo sull’unico punto che per me è importante: riuscire a concentrarsi su quello che si vuole fare e realizzarlo nel modo migliore per le persone, seguendo comunque sempre ciò in cui si crede ed essendo sempre coerenti con se stessi e con il lavoro che si fa. Ma è un discorso sempre molto personale. Non mi interessa tutto quello che c’è in mezzo, ma mi interessa la persona a cui arrivo: è a quella che mi rivolgo. Non posso parlare del sistema artistico italiano per quanto riguarda la forma artistica che noi proponiamo (e già parlando di “forma artistica” mi sembra di darmi dei toni che non dovrei darmi). La sola cosa che posso dire è che in quello che noi facciamo ci mettiamo tanta passione e la cosa più bella è il riscontro che abbiamo con le persone che ci vivono, che ci seguono, che amano quello che facciamo e che ci supportano. Questo è il motivo per cui quest’anno mi sono occupata del festival curandone la direzione artistica, perchè mi sembrava il caso che ci fosse un giusto occhio di riguardo non solo per quel che concerne quello che facciamo noi come performer, ma tutti quelli che lavorano intorno a questo tipo di eventi anche fuori dal palco e dalla visibilità del pubblico. Quando c’è passione e voglia di spendersi per mandare un messaggio è ARTE e quindi va bene lavorarci con energia e passione. Poi ribadisco: se stiamo a guardare quello che succede in Italia ci dovremmo essere fermati già all’inizio, quindi facciamo bene a continuare a rimboccarci le maniche.

INTERIORA: Bene, allora con quest’entusiasmo, vi salutiamo e vi ringraziamo per la disponibilità e ci vediamo naturalmente il 30 e il 31 Ottobre presso il Forte Prenestino a Roma!

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